Non facciamo terapia.
Facciamo qualcosa di diverso.
Il coaching relazionale non è psicoterapia — e non cerca di esserlo. È un approccio distinto, con obiettivi diversi, strumenti diversi e una diversa concezione del cambiamento.
In cosa siamo
diversi.
Non migliori, non peggiori. Diversi — e questa differenza è esattamente il motivo per cui alcune persone ottengono risultati con noi che non avevano ottenuto altrove.
I pilastri del
nostro metodo.
Sei principi che guidano ogni percorso, indipendentemente dalla situazione.
Non accettiamo tutti. Non perché siamo snob — ma perché prendere in carico qualcuno che non è pronto fa male a lui e non porta risultati. La selezione è un atto etico.
Preferiamo dire la verità scomoda piuttosto che confortare. Il cambiamento reale inizia quando la persona smette di raccontarsi storie — e noi aiutiamo a farlo prima possibile.
I percorsi non sono improvvisati. Hanno una struttura precisa: fasi, obiettivi, homework, feedback. La struttura non limita — riduce il caos e permette di concentrarsi su ciò che conta.
Non vogliamo clienti che dipendono da noi. Vogliamo persone che, alla fine del percorso, non abbiano più bisogno di noi. Costruiamo competenze, non dipendenza.
Il lavoro emotivo non è spirituale né intuitivo — ha una base scientifica. Usiamo principi di neuroscienze affettive, teoria dell'attaccamento e psicologia comportamentale in modo sistematico.
Ogni caso è trattato con la massima riservatezza. I dati non vengono mai condivisi, i nomi non vengono mai citati. Quando utilizziamo casi come riferimento, sono sempre completamente anonimizzati.
Quello che non facciamo.
Il coaching relazionale non è psicoterapia e non la sostituisce. Per condizioni cliniche diagnosticate (depressione, disturbi di personalità, traumi gravi) è necessario un professionista della salute mentale. Lo diciamo chiaramente e indirizziamo i clienti quando necessario.
Non promettiamo che il tuo ex tornerà. Non esistono garanzie su cosa farà un'altra persona. Quello che garantiamo è un cambiamento reale nella tua posizione emotiva, nella tua capacità di scegliere e nella qualità delle tue relazioni future.
Rifiutiamo i clienti che non sono pronti al cambiamento, che cercano solo validazione emotiva o che non hanno le risorse (tempo, energia, disponibilità) per seguire il percorso. Non per arroganza, ma perché sarebbe uno spreco per entrambe le parti.
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